Elia Lombardo - SICUREZZA 4P

Elia Lombardo

SICUREZZA 4P

martedì 6 agosto 2019
post nella sezione 1 - Il mio studio

La teoria delle attività routinarie spiegata dal Principe Antonio de Curtis

Nel 1961 per la regia di Camillo Mastrocinque il film era - Totòtruffa 62 - il principe Antonio De Curtis in soli quindici secondi seppe sintetizzare la teoria delle attività di routine sviluppata da Lawrence Cohen e Marcus Felson e che fa capo alla cosiddetta “criminologia ambientale”, cioè un approccio criminologico che si focalizza sullo spazio e le condizioni in cui si realizza un fatto di reato.
Si tratta di una delle tre teorie sulle quali si poggia il mio modello di Previsione dei crimini predatori e grazie alle quali ho potuto sviluppare la mia - Teoria delle Riserve di Caccia.


Secondo la Teoria delle Attività Routinarie, perché si compia un reato predatorio, devono verificarsi tre condizioni nello stesso momento e nello stesso luogo:
- La disponibilità di un bersaglio (target) adeguato;
- L’assenza di un controllore idoneo a prevenire l’evento criminale;
- La presenza di un potenziale aggressore motivato;

a) BERSAGLIO (TARGET) ADEGUATO
La prima condizione perché un crimine sia commesso, è che sia disponibile un bersaglio (target) adeguato.
Il termine bersaglio (target) non è casuale, ma è stato scelto consapevolmente, al posto di altre parole quali vittima, proprio per sottolineare l’ampiezza del concetto.
Gli autori individuano infatti tre categorie principali di bersagli (target):
- Una persona
- Un oggetto
- Un luogo
Il bersaglio (target) deve essere inoltre adeguato: c’è infatti una grande abbondanza di potenziali obiettivi criminali, ma non tutti sono adeguati. Per esemplificare l’adeguatezza, sono spesso utilizzati due acronimi:
- VIVA (Value, Inertia, Visibility, Access): Valore, Inerzia, Visibilità, Accessibilità;
- CRAVED (Concealable, Removable, Available, Valuable, Enjoyable, Disposable): Nascondibile, Rimuovibile, Disponibile, Prezioso, Godibile, Utilizzabile.

b) ASSENZA DI UN CONTROLLORE EFFICACE
La seconda condizione è che sia assente un controllore idoneo a prevenire l’evento.
Un controllore adeguato solitamente è una persona, la cui mera presenza dissuade potenziali aggressori dal commettere l’atto. Un controllore adeguato può anche essere una telecamera a circuito chiuso, a patto che qualcuno stia monitorando le immagini (salvo eventuali effetti di deterrenza dovuti al timore di essere perseguibili in seguito grazie all’utilizzo delle immagini registrate).
Alcuni esempi di controllori adeguati:
Pattuglie di forze dell’ordine
Vigilanza privata
Volontari o gruppi di quartiere
Portinai
Residenti e frequentatori dello spazio
Vicini di casa
Sistemi di telecamere a circuito chiuso
Alcuni dei controllori sono formalmente riconosciuti e hanno un ruolo intenzionale, come la vigilanza privata; altri sono informali e involontari, come i vicini di casa.
È anche possibile che un controllore sia presente, ma non efficace. Ad esempio, le telecamere a circuito chiuso non fungono da controllori adeguati se predisposte male o puntanti in direzione sbagliata. Lo staff può essere presente in un negozio, ma non avere addestramento o consapevolezza sufficienti per rappresentare un deterrente efficace.

c) POTENZIALI AGGRESSORI
Quando un bersaglio adeguato non è protetto da un controllore efficace, c’è una possibilità che un crimine abbia luogo. L’elemento finale in questo quadro è naturalmente che sia presente un potenziale aggressore.
L’approccio della Teoria delle Attività Routinarie guarda al crimine dal punto di vista dell’aggressore. Un crimine sarà commesso solamente se un potenziale aggressore ritiene che un bersaglio sia adeguato e un controllore efficace sia assente. È la valutazione della situazione da parte dell’aggressore che determina se il crimine avrà luogo.

La Teoria delle Riserve di Caccia:

http://www.elialombardo.it/blo...

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