Elia Lombardo - Sicurezza 4P

Elia Lombardo

Sicurezza 4P

ricerca e innovazione per la sicurezza urbana

sabato 30 giugno 2018
post nella sezione 3 - I miei Libri

SICUREZZA 4P

Venti anni di ricerca, studio, sviluppo, sperimentazione e definizione della più moderna e rivoluzionaria strategia di Prevenzione dei crimini, con il supporto di tecnologia digitale innovativa per l'analisi previsionale che ha permesso di migliorare la sicurezza già in diversi contesti urbani.
Un affascinante lavoro raccontato in un libro diario, rivolto a tutti sia al professionista che al cittadino, per stimolare il cambiamento necessario a restituire il benessere nelle strade e nei quartieri delle nostre bellissime città.

Contributi e recensioni:

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19/07/2018 - Contributo di Renato Calvi Giornalista e Editor.
Innovazione è la chiave che apre le porte del futuro. Valeva negli anni Sessanta, vale senza ombra di dubbio nel 2018. Di più, vale oro colato nell'era del 3.0, l'era del digitale, l'era del “proponi qualcosa di nuovo, o resterai vecchio per sempre”. E se rimanere aggrappati al passato significa – di fatto – restare un passo indietro, solo chi riesce a vedere oltre il proprio naso è colui che potrà fregiarsi di avere una marcia in più. È così: rinnovarsi continuerà a fare rima con originalità, e l'originalità porterà al successo, come è già successo in buona parte dei casi.
Ecco, Sicurezza 4P ha fatto tesoro degli insegnamenti di chi là fuori – in tutti i settori – è riuscito a offrire qualcosa che prima non c'era e ora c'è. Lombardo spiega l'iter piuttosto tortuoso che ha portato alla scoperta di un algoritmo mica da ridere. Si parla della prevenzione dei crimini predatori urbani, e lo si fa con un tono e un metodo diverso rispetto al semplice manuale. L'argomento – storicamente trattato in maniera non troppo approfondita – diventa il pretesto per fare un excursus di qual' è, come dovrebbe essere e “come sarà se...” il metodo usato per la sicurezza. L'uso corretto della tecnologia (eccola, l'innovazione) diventa il plus per andare a creare una soluzione ad hoc per una lunga serie di problematiche che affliggono le grandi città e non solo. Tanti esempi riportati fanno da sfondo a uno stile che – si diceva – rompe un po' con la tradizione manualistica per andare ad accogliere un linguaggio semplice, tipico da racconto, accessibile anche e soprattutto a chi sente un impellente bisogno di sentirsi protetto. L'autore, tra Riserve di Caccia, numeri e tentativi, è colui che ci guida in un mondo (quello delle strade) che ai più può risultare sconosciuto, ma che in fin dei conti altro non è che il luogo dove trascorriamo una grossa fetta della giornata, del week end, della vita.
Se essere innovativi e originali è un concetto applicabile a tutto, lo è a prescindere quando si parla del tema della sicurezza. Sicurezza 4P è la storia di uno strumento nuovo e utile nelle mani delle forze dell'ordine: un altro passo avanti verso la modernizzazione.

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03/08/2018 - Contributo di Davide Ruocco Assistente Capo della Polizia di Stato, Laurea Magistrale in Scienze della Pubblica Amministrazione, Master II Livello in “Intelligence & Security”, Perfezionamento accademico in “Security management”, Analista ed esperto nella gestione della Sicurezza Pubblica e Privata.
Sicurezza 4P è un libro che non può mancare sulle scrivanie degli esperti di Sicurezza Pubblica e Privata. L’autore, Elia Lombardo, fornisce con stile chiaro e dettagliato soluzioni innovative rispetto alle sfide della Homeland Security con particolare riferimento ai “reati predatori”. La modernità si sta rivelando sempre più rizomatica e frastagliata, con un'unica importante caratteristica, quella della complessità. Per governarla occorre riuscire innanzitutto ad inglobare i fenomeni (criminali) che la compongono all’interno di cluster di semplificazione, sintetizzati per locuzioni. Solo in un secondo momento si adotteranno le più idonee metodologie e tecniche di risposta alle criticità non dimenticando l’importanza di analizzare i feedback ricevuti. Sicurezza 4P analizza tutto questo e va oltre. Il testo, infatti, accompagna il lettore nell’affascinante e sfacciatamente reale ambito dei modelli previsionali. Concept e soluzioni che riescono a coinvolgere il lettore specializzato ed esigente nonché chi si avvicina per la prima volta all’argomento. Le formule sostenute da Elia Lombardo in Sicurezza 4P potrebbero a ragione ritenersi l’evoluzione moderna e più indovinata delle proposte di “Sicurezza Partecipata” implementate da Antonio Manganelli, già Prefetto e Capo della Polizia di Stato, cui l’opera è dedicata. Il libro arricchisce con nuovi contenuti la letteratura di settore e fornisce sviluppi essenziali al management della Public e Private Security. Un’opera validissima che consente, altresì, il definitivo superamento dello storico approccio da “buon artigianato” nella gestione della Sicurezza con l’approdo a criteri e linguaggi dal contenuto squisitamente scientifico. Risposte possibili che sfidano in modo proattivo il futuro, anticipandolo, per non restare così sopraffatte da esso.

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31/08/2018 - Contributo di Bernardo Visentin guardia particolare giurata.
Un lavoro molto interessante raccontato nei minimi particolari. Ho apprezzato molto l'aver saputo, con semplicità, spiegare questo nuovo metodo sul quale vi è ancora un diffuso velo di scetticismo soprattutto da parte degli addetti ai lavori. In questo libro viene spiegato in maniera credibile e sostenibile come sia possibile migliorare la sicurezza nei centri urbani in un epoca in cui i problemi aumentano e le risorse scarseggiano. Questa è cultura di sicurezza, una nuova cultura di sicurezza e vanno apprezzati gli sforzi di coloro i quali hanno il coraggio di proporre e sperimentare dei cambiamenti. Auspico altri lavori dell'autore che evidentemente ha esperienza adeguata per poter dettare i tempi di questa metamorfosi in tema di sicurezza pubblica e privata.

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01/09/2018 - Contributo di Massimo Cappucci Assistente Capo Coordinatore della Polizia.
Ho avuto il piacere di leggere il libro "sicurezza 4p" dell'autore Elia Lombardo e ne sono rimasto affascinato perché via via che si leggono attentamente le pagine , si riesce a percepire in maniera chiara , l'impegno e il lavoro minuzioso e dettagliato nei minimi particolari, che c'e' stato dietro a questa nuova tecnologia studiata appositamente per la prevenzione dei crimini predatori urbani.
Devo inoltre aggiungere, che come operatore di Polizia , svolgendo il mio servizio presso la sala operativa della questura di Prato, ho avuto modo di sperimentare questo nuovo progetto, proprio sul campo riuscendo meglio a comprendere quanto sia importante e utile uno strumento del genere, nelle mani delle forze dell'ordine.
Concludo dicendo che va apprezzato in maniera immensa ,il lavoro e lo sforzo messo dall'autore in questo progetto ; ho avuto modo di conoscere Elia Lombardo e di ascoltare e apprezzare i suoi insegnamenti in merito, e devo dire che mi ha colpito di lui la sua professionalita' e la passione che mette giornalmente nel suo lavoro.

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11/09/2018 - Contributo di Raffaele Liguori architetto.
Scrivo questa recensione nel giorno dell'anniversario di uno dei giorni più tristi della storia dell'occidente che ha modificato il nostro modo di vivere ed il sentimento di sicurezza in ognuno di noi.
In questo libro non si parla di terrorismo o cybersecurity ma di reati che siamo portati a definire minori e che invece, come l'autore aiuta a comprendere, sono quelli che più affliggono le nostre comunità ed il nostro sentimento di libertà, sicurezza e di fiducia nelle istituzioni.
Si parla della sperimentazione di un metodo innovativo per contrastare furti, rapine, scippi, non è il primo caso in assoluto ma evidentemente quello che funziona davvero, quello che ha prodotto risultati tangibili a conferma che in Italia e soprattutto nel sud del paese, abbiamo eccellenze che dovremo imparare a valorizzare meglio.
Spero che questo metodo che non è a solo appannaggio delle istituzioni ma che coinvolge anche il cittadino, venga presto adottato in tutte le nostre città.

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20/01/2019 - Contributo del Dr. Gustavo Meola Sostituto Commissario in quiescenza della Polizia di Stato.
Diversi anni or sono un Agente della Squadra Volanti da me coordinata, terminato il turno di servizio, mentre percorreva a piedi una stradina del centro storico di Napoli inaccessibile al traffico veicolare, poco dopo la mezzanotte sorprendeva un rapinatore nella flagranza del reato traendolo in arresto. Nella circostanza venivo informato telefonicamente per i consueti adempimenti di rito e per aiutare l’Operante a redigere i relativi atti. Verso le sette del mattino successivo lo stesso Agente, mentre rincasava, ancora una volta si imbatteva nel medesimo luogo in una nuova rapina con le stesse modalità arrestando un altro criminale per la medesima identica condotta. Questo episodio rivelò in maniera inequivocabile che quella stradina, dove non riuscivano a passare gli Equipaggi delle Volanti, era una “riserva di caccia” sotto il controllo di più rapinatori che addirittura vi operavano con “turni diversi”. Come si potrà immaginare, atteso che ero ancora in Commissariato per informare la superiore Questura del precedente arresto, non ci fu nemmeno bisogno di rintracciarmi ed infatti, ormai stanchissimo, riuscii a lasciare la Squadra Volanti, per andare finalmente a riposare, solo il pomeriggio successivo. Le conseguenti indagini, che mi ero proposto di effettuare personalmente, sulle denunce sporte in vari Uffici limitrofi per analoghi episodi criminali nello stesso luogo ebbero però immediato riscontro dalla consultazione delle “criticità sul territorio” provenienti dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della locale Questura. Quest’ultimo flusso di informazioni in particolare, attinente a circoscritte e ben delineate aree di territorio segnalate come “critiche” ai fini dei reati predatori, confermarono infatti la sistematicità e modalità dell’evento criminoso in quel tratto urbano. Ebbene tali notizie erano già all’epoca il risultato di uno studio curato dall’Isp. Sup, Elia LOMBARDO, il quale evidentemente stava affinando le tecniche di analisi di questo tipo di delitti ai fini della prevenzione ricavando e mettendo in luce i quattro punti cardine della Sicurezza (Prevenzione, Precisione, Proattività e Partecipazione).
Nel corso della mia attività presso il Commissariato di P.S. Decumani, quale Coordinatore di Squadra, ho avuto modo più volte di scambiare opinioni e punti di vista sul Controllo del Territorio con l’Autore di questo lavoro, anche perché entrambi impegnati nello stesso settore. Nel 2004 in particolare fummo scelti dal Dipartimento di P.S. del Ministero dell’Interno e convocati presso la Scuola di Polizia di Casal Lumbroso (Rm), insieme ad altri Colleghi di varie Questure d’Italia, al fine di collaborare alla redazione definitiva del progetto del “Poliziotto di Quartiere” che, al di la delle iniziali perplessità, ha indubbiamente segnato un cambiamento nel modo di fare Polizia soprattutto nelle grandi città, così recuperando in parte quell’interazione tra cittadino e Forze dell’Ordine resa ormai difficoltosa e sfuggente al Personale automontato attivo nei grandi agglomerati urbani. Inutile dire che scoprimmo di avere le stesse convinzioni su molti aspetti della prevenzione in generale, sicuramente perché avevamo in comune un passato di Polizia Giudiziaria con incarichi operativi di un certo livello e pertanto la tendenza a trasferire sul Controllo del Territorio il metodo di analisi proprio delle investigazioni classiche. Ed in effetti, a ben vedere, la geniale intuizione di Elia LOMBARDO è stata proprio quella di studiare, insieme alle caratteristiche del territorio e dei fenomeni operativi e collaterali ad esso connessi, la psicologia dell’autore del crimine predatorio giungendo al punto di prevederne con sorprendente approssimazione le mosse, proprio come si suole fare nel campo della Polizia Giudiziaria dove si cerca di anticipare l’azione criminale fin dalla sua preparazione per giungere alla cattura del reo. La risposta delle Forze di Polizia a tali reati predatori, spesso erroneamente indicati come fenomeni di “criminalità diffusa” o peggio “microcriminalità”, così sminuendone nel linguaggio il devastante impatto sulla cittadinanza, oggi non può più essere affrontata con i consueti meccanismi di “Incident-Driven Policing”, cioè con la sola attività di polizia che consegue all’evento reato. Le crescenti istanze di sicurezza e gli episodi efferati che sempre più di frequente accompagnano questi crimini richiedono infatti sistemi di intervento innovativi e soprattutto maggiormente efficaci. Tutto ciò si scontra comprensibilmente anche con l’inevitabile limitazione di uomini e mezzi posti al servizio del Controllo del Territorio. E del resto si è sempre detto che il massimo dell’efficienza auspicabile potrebbe essere “un poliziotto - un cittadino” ma, al di la delle facili battute sull’argomento, a ben vedere nemmeno un simile rapporto consentirebbe un’azione soddisfacente atteso che ovviamente il Personale, sia pure votato con abnegazione e determinazione operativa all’adempimento del dovere, ha bisogno di riposare, si ammala e va in ferie “quasi” come qualsiasi altra categoria di lavoratori. Certo un inasprimento delle pene avrebbe sicuramente un effetto di deterrenza ma queste sono considerazioni di carattere sociologico, politico ed anche giuridico sulle quali non intendiamo avventurarci, spettando in ultima analisi alla società nel suo complesso valutare la necessità di assicurare la certezza della pena e la portata della sua funzione retributiva, essendo ormai in gran parte venuta meno quella riprovazione sociale che in passato caricava di efficiente significato la funzione di emenda connessa alla pena stessa. Orbene l’idea di stilare una “mappa del crimine” divisa per “riserve di caccia” analizzando i meccanismi di selezione e sfruttamento da parte del reo, nonché la tipologia della vittima, va sicuramente oltre le fredde statistiche che per anni sono state oggetto di valutazioni operative da parte degli Organi di Polizia con l’unico risultato di quantificare gli eventi criminosi senza però effettivamente studiarne modalità e genesi. E’indubbiamente il fattore probabilità l’elemento fecondo introdotto con una felice illuminazione dall’Isp. Sup. LOMBARDO, elemento che, con l’aiuto della tecnologia ha originato risultati sorprendenti tanto da indurre taluni mezzi di informazione a parlare addirittura di “Polizia Predittiva”. La probabilità quale dato flessibile scaturisce infatti da un sistema informatico basato su algoritmi e modelli previsionali originati a loro volta dalla conoscenza e dall’assunto criminologico secondo cui il rapinatore, scippatore o ladro seriale, tende in generale ad operare in un determinato “territorio di caccia “ sempre con le medesime modalità, negli stessi orari e scegliendo sempre la stessa tipologia di vittima. Quest’analisi empirica ha consentito così di utilizzare in maniera intelligente le informazioni raccolte trasformandone i dati in funzione di previsione dell’evento come nel caso di XLAW che in definitiva affonda le sue radici nello studio delle condotte devianti abbinato all’analisi vittimologica e del territorio. L’elevata professionalità che si cela dietro lo studio dell’Autore ha poi coronato con brillanti risultati il procedimento impostato che viene già additato quale ammirevole esempio negli ambienti della criminologia classica. Questo originale approccio alla prevenzione ha permesso pertanto di introdurre una nuova metodologia nel contrasto ai reati predatori mettendo in evidenza tra l’altro la necessità di un modello di Sicurezza Integrata che veda la partecipazione di tutti i Corpi di Polizia, anche Locali, ai piani di prevenzione soprattutto nelle grandi metropoli, così ottimizzando le risorse ed i costi in un’ottica di sinergia e di proficua collaborazione tra Enti diversi e pur tuttavia preposti alla Sicurezza del cittadino a vari livelli. Il tutto in funzione della massima difesa possibile della collettività urbana, la cui percezione del rischio ha avuto un vero e proprio picco negli ultimi anni come conseguenza dell’aumento di efferati episodi di violenza nella commissione di tali reati. E del resto sono ben lontani gli anni in cui lo scippatore abituale, sia pure negativamente, “si vantava” di essere in grado di sottrarre gli orecchini o l’orologio alla vittima senza provocarle alcun danno fisico. Oggi però fortunatamente è la Polizia di Stato che si può vantare di avere tra le sua fila uomini come Elia LOMBARDO le cui elevate capacità professionali, analitiche ed investigative, unite ad uno spirito di iniziativa non comune, hanno permesso di guadagnare un superiore e raffinato livello strategico nella lotta alla criminalità. Allo stesso vanno i miei più vivi complimenti insieme al ringraziamento per aver mantenuto alti quegli ideali che, oggi come ieri, animano l’operato di tanti Servitori dello Stato che con grande dedizione e senso del dovere vegliano generosamente sulla collettività.

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03/04/2019 - Contributo di Marcella Persico insegnante.
Ho appena terminato di leggere il suo libro un lavoro entusiasmante complimenti.

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18/04/2019 - Contributo di Giorgio Salerno Polizia di Stato laurea in " SCIENZE DEI SERVIZI GIURIDICI" facoltà di Giurisprudenza Università degli studi Guglielmo Marconi autore di una tesi sulla tecnologia XLAW applicata al mondo delle investigazioni e della Prevenzione.
Un libro che fa sentire ancora di più l’incombente esigenza di innovazione in materia di polizia ed investigazione.
Di fronte ad una società come quella odierna, in cui i crimini si verificano quotidianamente, minando il clima di serenità all’interno dei nostri centri urbani, la possibilità di godere di un software in grado di prevedere il crimine e di sventarlo ancor prima che accada, è una luce che consente di vivere meglio, o per lo meno, di passeggiare tranquillamente tra le strade delle città. Lombardo, autore del software XLAW, che utilizza un algoritmo probabilistico grazie al quale è possibile individuare i luoghi in cui è più alta la probabilità di un crimini, spiega esattamente tra le pagine del suo libro il funzionamento e gli elementi di forza che rendono questo sistema preferibile a qualsiasi tipo di strumento di videosorveglianza.
Lombardo sottolinea che è ormai arrivato il momento di evolvere, e di studiare nuove opportunità, sfruttando la tecnologia e l’innovazione per combattere il crimine avendo maggiori possibilità di riuscire. abbandonando vecchi dogmi e sfruttare nuove opportunità per condurre una sfida diversa con il crimine. Tutto parte dalla consapevolezza dell’autore che i crimini predatori urbani si possono prevenire e proprio perché sono prevedibili, diventa possibile ridurli nel tempo e nello spazio, con una strategia “precisa, proattiva e partecipata”. L’arma migliore è la Prevenzione.

Link dove reperire il libro Sicurezza 4P:

https://www.mazzantilibri.it/n...

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