Elia Lombardo - Sicurezza 4P

Elia Lombardo

Sicurezza 4P

ricerca e innovazione per la sicurezza urbana

giovedì 1 gennaio 2004
post nella sezione 2 - Le mie pubblicazioni

Teoria delle Riserve di Caccia: teoria criminologica di Elia Lombardo


Teoria delle Riserve di Caccia
"I crimini predatori urbani sono prevedibili e si possono prevenire e ridurre, stabilizzandoli nel tempo e nello spazio.
Si tratta di attività illecite, studiate e pianificate, poste in essere da soggetti deviati, modestamente organizzati che usano questi espedienti per la costruzione di un profitto.
Essi si concentrano in aree circoscritte del territorio urbano, dove vi è la presenza contemporanea di due fattori di tipo - propellente - ovvero la regolare circolazione di appetibili prede e target e la mancanza di controllo adeguato.
Questi due fattori possono essere definiti la “spina irritativa” per l'insorgenza di un crimine di tipo predatorio che per assumere caratteristiche di disegno criminoso, presupposto indefettibile per la configurabilità della continuazione, vi deve essere la presenza di un ulteriore fattore questa volta di tipo - impellente -, ovvero della spinta motivazionale del reo, data dal bisogno di agire più volte in un arco temporale breve, per poter raggiungere in tempo il profitto necessario a soddisfare i propri bisogni che si rinnovano ciclicamente.
Tale bisogno induce il reo a selezionare sul territorio urbano delle Riserve di Caccia in cui esistono precise regole, che sono indotte dalla costanza dei fattori presenti e pertanto all'interno delle stesse vi è un ordine costante, ripetutamente verificato, di una serie di eventi e ad agire attraverso una sequenza di azioni che ripete con ciclica regolarità.
Attraverso l'osservazione dei crimini, dei fattori, delle operazioni e delle fasi, è possibile isolare le Riserve di Caccia scelte da ogni singolo o gruppo criminale.
Essendo il fattore - impellente - quello che funge da vero e proprio innesco del disegno criminoso, se si riescono a isolare con precisione geografica le Riserve di Caccia, è anche possibile prevedere il momento in cui il crimine potrà avvenire, perché la regolarità e la sequenzialità delle azioni, coincidenti con la regolarità dei fattori, delle operazioni e delle fasi presenti in una Riserva di Caccia, lo rendono facilmente riconoscibile e prevedibile.
Grazie a questa opportunità, se si riescono ad attuare in contrapposizione delle attività di deterrenza e di disturbo in anticipo rispetto alla sequenza avversaria, si può incidere sul fattore-impellente e disinnescare immediatamente il disegno criminoso, pertanto i crimini si riducono drasticamente e si stabilizzano.
Ciò accade perché il criminale subisce un tale disorientamento che nell’immediatezza rinuncia al crimine nella Riserva di Caccia. Difficilmente si sposta altrove, perché la Riserva di Caccia nel suo insieme di fattori, fasi e operazioni regolari non è facilmente duplicabile. Pertanto il criminale, inevitabilmente, diviene meno efficace e più vulnerabile nel tempo e nello spazio".

Contributi:
Ludovico Sammartino
Dottore trovo veramente molto interessante la Sua teoria e un'intuizione geniale il progetto che sta portando avanti.

Francesca Orefice
Grazie vorrei approfondire la sua teoria per i miei studi.

Marcella Persico
Ho appena finito di leggere il suo libro per approfondire la teoria mi complimento un lavoro entusiasmante.

Per conoscere il lungo percorso di ricerca e studio che ha portato al concepimento della teoria:

https://www.mazzantilibri.it/n...

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