Elia Lombardo - SICUREZZA 4P

Elia Lombardo

SICUREZZA 4P

sabato 28 maggio 2005
post nella sezione 1 - Il mio studio

Dagli Hot Spots criminali alle Riserve di Caccia

Per "hot spots" criminali si intendono quelle aree del territorio in cui vi è una maggiore concentrazione di crimini.
Con le moderne tecnologie informatiche, oggi è possibile rappresentare gli Hot Spots criminali su carta topografica.

La tecnica consiste nell'inserire in un sistema informatico GIS (Geographic Information Systems) i dati di ogni singolo reato, a cui viene opportunamente assegnata una precisa geolocalizzazione ove esso è avvenuto (es. via Roma civico 125).

Tale metodologia definita Crime Mapping permette di raffigurare i reati su carta topografica, attraverso cui è possibile evincere chiaramente le aree in cui essi si concentrano maggiormente.

Il Crime Mapping ha come obiettivo principale la realizzazione di mappe dettagliate che individuano in uno specifico territorio le aree maggiormente esposte a fenomeni di criminalità.

La georeferenziazione vettoriale permette di associare ad ogni punto delle informazioni di vario genere.

Grazie a questa possibilità  si è quindi in grado di evidenziare analiticamente i vari tipi di reati disseminati sul territorio e di individuare quelli che vengono chiamati in gergo tecnico come Hot Spots criminali, in pratica dei luoghi geografici (es. una strada, un isolato ecc.) che per varie ragioni raccolgono un grande numero di reati e sono quindi degli obiettivi particolarmente pericolosi.

Normalmente nelle mappe criminali vengono indicati, parallelamente ai fatti criminali, anche realtà  potenzialmente criminogene (es. luoghi di aggregazione, zone interessate dalla prostituzione) ma anche aree di concentrazione di potenziali vittime (scuole, uffici postali ecc.)

La possibilità  di individuazione degli Hot Spots criminali, ha dato luogo alla rivisitazione di antichi studi ed allo sviluppo di nuove teorie, tendenti a risolvere il perchè i reati si concentrano in alcuni luoghi maggiormente rispetto ad altri con il fine di adottare specifiche strategie per la loro riduzione.

Nel corso del mio studio, ho rivisitato il concetto di Hot Spots, arrivando a dare una nuova definizione a queste aree, perchè ho constatato che la concentrazione dei reati predatori, nulla ha a che vedere con fattori ambientali quali ad esempio la scarsa illuminazione, il degrado (es. Teoria delle finestre rotte 1982) e non vie è alcuna relazione tra la criminalità e fattori sociali e strutturali in grado di influenzarla, così come alcuni recenti studi dimostrano.

Ho definito queste aree Riserve di Caccia ideando una nuova teoria criminologica.

Per sapere di più sul lavoro di studio che ha portato al concepimento della Teoria delle Riserve di Caccia:

https://www.mazzantilibri.it/n...

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