2024-03-19 · Blog
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Un anno fa ho preso una sofferta decisione di fermare temporaneamente l'attività di pubblicazione di testi in questo mio Blog nel momento in cui invece, in tanti hanno cominciato a fare esattamente il contrario sui temi di cui io mi occupo da anni. L'Intelligenza artificiale è infatti diventato uno degli argomenti più affrontati proprio nel momento in cui presso la Comunità Europea veniva data una forte accellerata per arrivare a pubblicare l'Ai Act, il tanto atteso regolamento europeo. La mia decisione, in netta controtendenza, è stata dettata dal fatto che tra le tante parole scritte e dette un po da chiunque le mie, su un tema tanto delicato come quello della sicurezza, non avrebbero fatto altro che alimentare dubbi e discussioni inutili nell'attesa che poi, come è accaduto, il regolamento avrebbe sancito le cose in maniera chiara e definitiva. Tuttavia, non posso nascondere che nel frattempo ho speso gran parte del mio tempo libero a studiare il testo e a confrontarmi anche con chi lo ha scritto e ciò per poter non solo comprendere meglio i principi e le finalità di questo importante provvedimento comunitario, primo al mondo ma anche per poter fornire il mio piccolo contributo per la parte di cui da anni mi occupo. Un anno fa la Polizia Predittiva veniva annoverata tra quelle attività assolutamente da vietare e questo pensiero è stato spesso accompagnato da numerosi interventi che hanno motivato l'infausto destino per il fallimento che l'impiego di algoritmi di predizione del crimine ha avuto nel resto del mondo, Stati Uniti su tutti.

In totale disappunto ho cercato di sottolineare che a differenza di altri posti, in Italia la Polizia Predittiva è stata tutt'altro che un fallimento e che il successo raggiunto lo si è riusciti ad ottenere grazie anche ad una attenta fase di studio finalizzato a poter applicare questo nuovo paradigma di Controllo del Territorio in maniera legittima ed eticamente corretta andando a considerare aspetti tanto delicati come il diritto alla privacy dei cittadini ai quali però, va garantito non solo il diritto alla libertà personale ma anche il diritto alla sicurezza nei luoghi in cui essi vivono e realizzano i propri sogni. E' piuttosto semplice intuire quali fossero le mie preoccupazioni da ricercatore e inventore di un sistema d'intelligenza artificiale per la sicurezza ma la maggior parte di esse, erano tutte focalizzate sul rischio di veder fermare lo sviluppo tecnologico in Europa ma che la velocità con la quale la tecnologia va avanti, si sarebbe in futuro subita un'invasione di soluzioni provenienti da altri paesi non comunitari sviluppate senza tener conto dei limiti imposti invece alle aziende e agli sviluppatori comunitari. Uno scenario verosimile e preoccupante se ci si pensa bene.

Per fortuna la sensibilità e la professionalità di chi ha lavorato alla stesura del regolamento hanno fatto si che è stato perfettamente compreso tale rischio e nel testo definitivo la Polizia Predittiva non viene vietata ma si limita l'impiego dell'Intelligenza Artificiale per l'attività di sicurezza solo a quei sistemi di analisi dei reati, che utilizzano informazioni anonimizzate per fornire tendenze sulla scena criminale. Altro punto fondamentale è il principio di trasparenza, tali sistemi infatti devono non solo essere conformi a quanto poc'anzi scritto ma devono anche attenersi scrupolosamente al principio di trasparenza per poter essere attentamente valutati grazie a sperimentazioni ufficiali che ne possano riuscire a sancire non solo l'efficacia ma anche il corretto e legittimo impiego.

Ciò è esattamente quello che dal 2004 si è fatto con il progetto di ideazione, sperimentazione e sviluppo di XLAW (https://www.xlaw.it) il sistema di Intelligenza Artificiale e di Polizia Predittiva che in Italia si è deciso di impiegare in tempi non sospetti, un lavoro che si è basato sin dal principio proprio su questi due principi: correttezza e trasparenza. In primo luogo XLAW è un sistema che fa uso d'Intelligenza Artificiale per supportare ed aumentare le capacità decisionali di chi svolge il lavoro di controllo del territorio e che si basa su un assunto preciso ovvero, che per certi delitti come quelli di tipo predatorio, la punizione del reo non dovrebbe essere il primo obiettivo da perseguire, perchè il tentativo di infliggere la pena è casuale, costoso e produce scarsi risultati. Per tali ragioni XLAW considera solo dati anonimi perchè non si concentra sui soggetti e ciò perchè nella fase di studio preliminare del problema, si è compreso che il criminale non è al centro dello stesso ma che è il luogo in cui il crimine avviene con le sue fasi ed operazioni regolari che deve essere osservato. In secondo luogo le informazioni sul suo sviluppo, le modalità d'impiego e i risultati ottenuti sono stati trasparentemente ed ampiamente pubblicati per essere resi al libero giudizio non solo degli addetti ai lavori ma anche del mondo giuridico, accademico e anche dell'opinione pubblica. Se da un lato provo soddisfazione per quanto fatto in considerazione anche della piena conformità della mia invenzione all'AI-ACT, dall'altro temo che siano ancora poco chiare le interpretazioni che vengono date al Regolamento su questi punti e infatti allo stato attuale la Polizia Predittiva in Europa e per quel che più ci riguarda da vicino in Italia, incontra ancora resistenze.

Stando all'AI Act questi sistemi non potrananno essere impiegati per la sorveglianza ne di massa ne individuale e chi sostiene che questi strumenti siano utili per reprimere i reati è al momento del tutto disallineato. Lo è tanto più chi sostiene che l'unica prevenzione dei reati efficace sia quella di arrestare i criminali. Regolamento alla mano, la Polizia Predittiva se non nei casi di terrorismo, ricerca di persone scomparse e per gravi rischi che attentano la sicurezza dello Stato può essere impiegata nei modi sopra descritti solo per Prevenire tutti quei reati che minacciano la tranquillità dei cittadini. Polizia Predittiva si quindi per la sicurezza urbana, per prevenire i reati predatori, per prevenire ogni forma di abuso e di degrado per far si che le Forze dell'Ordine possano esprimere il porprio istituto al meglio e laddove ve ne è realmente bisogno e quindi solo per riuscire a spostare il costrutto strategico dell’azione di controllo da una visione riparatoria del danno ad una visione probabilistica del rischio, quindi da una logica di rincorsa dei problemi e degli effetti che essi generano tipica della permanente emergenza, ad una che lavora sugli schemi della prevenzione. Polizia Predittiva si per ridurre la pressione criminale nelle nostre bellissime città, per risparmiare sui costi di gestione della sicurezza, per evitare che le pattuglie controllino il territorio random in attesa che avvenga un delitto ma che lo possano fare con precisione chirurgica e scientifica per evitare che esso avvenga.

Una rivoluzione copernicana e quindi un'opportunità straordinaria che aspetta solo di essere compresa e colta quanto prima avvalendosi e prendendo spunto anche da un regolamento comunitario molto chiaro che se a molti spaventa ad altri, quelli che lavorano con le idee chiare invece, tranquillizza.