APS Logic © al Congresso Internazionale di Criminologia e Criminalistica della Federico II
Il 25 e 26 giugno 2026 si terrà a Napoli, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Scienze Politiche, il Congresso Internazionale di Criminologia e Criminalistica.
Avrò il piacere di partecipare ai lavori con un intervento dedicato alla presentazione di APS Logic © come modello predittivo per la lettura degli stati dei sistemi complessi.
La collocazione dell’intervento all’interno di un congresso dedicato alla criminologia, alla criminalistica, alla società digitale, alla cybersecurity, all’intelligenza artificiale e alle nuove forme di rischio rappresenta per me un passaggio particolarmente significativo.
Dalla previsione dell’evento alla lettura dello stato del sistema
Per molti anni il tema della previsione è stato interpretato quasi esclusivamente come tentativo di anticipare un evento: un reato, un attacco, una crisi, una condizione di instabilità.
Questa impostazione ha prodotto modelli, strumenti e sperimentazioni importanti. Tuttavia, nella mia esperienza di ricerca e applicazione operativa, il vero salto concettuale non consiste soltanto nel chiedersi quale evento potrà accadere, ma nel comprendere in quale stato si trova il sistema prima che quell’evento diventi visibile.
Un evento critico raramente nasce dal nulla.
Prima della sua manifestazione possono accumularsi segnali deboli, micro-variazioni, convergenze silenziose, condizioni di fragilità e perdita di resilienza. Il sistema può apparire ancora stabile, o solo apparentemente compensato, mentre in realtà sta già entrando in una zona di vulnerabilità.
È questo il terreno concettuale della Silent Convergence Window ©.
La domanda non è soltanto: che cosa è accaduto?
La domanda decisiva diventa: in quale stato si trovava il sistema prima che accadesse?
APS Logic © come modello predittivo multidominio
APS Logic © nasce per osservare sistemi complessi attraverso le loro transizioni di stato.
Il modello non si limita a registrare eventi isolati, ma cerca di leggere il rapporto tra perturbazioni, compensazione, pressione, perdita di stabilità e possibile instabilità.
Questa logica può essere applicata a domini differenti, perché non appartiene a un singolo settore. Riguarda il modo in cui un sistema osservabile evolve nel tempo.
Nel dominio della sicurezza urbana, questo ragionamento trova una continuità naturale con l’esperienza maturata attraverso XLAW e con gli studi sulla prevenzione predittiva dei reati predatori.
Nel dominio cyber, la stessa logica permette di spostare l’attenzione dalla sola detection dell’attacco alla lettura preventiva delle condizioni che possono rendere un sistema vulnerabile.
Nel campo più ampio della criminologia e della criminalistica, APS Logic © propone quindi una domanda diversa: non solo chi ha agito, dove, quando e con quale mezzo, ma anche quale configurazione del sistema ha reso possibile o più probabile quella dinamica.
Criminologia, criminalistica e società digitale
La società digitale ha trasformato profondamente le forme della devianza, del crimine, dell’investigazione e della prevenzione.
Le mafie utilizzano strumenti digitali. Le investigazioni si confrontano con dati, tracce informatiche, intelligenza artificiale, criptovalute, sistemi distribuiti e nuove superfici di rischio. La sicurezza non può più essere letta soltanto attraverso categorie statiche.
Occorre una capacità nuova: riconoscere le transizioni.
In questo senso, presentare APS Logic © in un congresso di criminologia e criminalistica significa portare un contributo alla costruzione di una cultura predittiva più matura, fondata non sulla suggestione dell’anticipazione assoluta, ma sull’osservazione metodica delle condizioni che precedono la crisi.
Il senso del mio intervento
Il mio intervento sarà dedicato alla presentazione di un modello predittivo di sistemi complessi, con particolare attenzione alla logica APS Logic © e alla possibilità di leggere la vulnerabilità come processo, non come semplice etichetta.
Questo significa osservare il sistema mentre cambia, individuare la perdita progressiva di stabilità e riconoscere quelle finestre silenziose nelle quali il sistema non ha ancora prodotto l’evento, ma ha già iniziato a perdere capacità di ritorno alla propria baseline.
È un approccio che non sostituisce l’esperienza investigativa, l’analisi criminologica o la decisione umana. Al contrario, può offrire una cornice metodologica per rafforzarle.
La previsione, in questa prospettiva, non è una promessa assoluta. È una forma di lettura anticipata delle condizioni.
Una traiettoria di ricerca
Questo intervento si inserisce in un percorso iniziato molti anni fa con lo studio della sicurezza urbana, dei reati predatori e della possibilità di passare da una logica di risposta a una logica di prevenzione.
XLAW ha rappresentato una prima applicazione concreta di questo percorso nel campo della sicurezza urbana.
APS Logic © ne rappresenta oggi l’evoluzione metodologica più generale: un modello per osservare la stabilità, la compensazione, la vulnerabilità e l’instabilità nei sistemi complessi.
La criminologia contemporanea, soprattutto nella società digitale, ha bisogno di strumenti concettuali capaci di leggere non soltanto l’azione deviante, ma il contesto sistemico che la rende possibile, probabile o ricorrente.
Collegamenti ufficiali
Per approfondire il framework APS Logic ©, la Silent Convergence Window © e le pubblicazioni scientifiche collegate:
- APS Logic © — Systems Predictive Analysis
- Silent Convergence Window ©
- Pubblicazioni ufficiali APS Logic ©
- Modello interattivo concettuale APS Logic ©
- ORCID — Elia Lombardo
Conclusione
La partecipazione al Congresso Internazionale di Criminologia e Criminalistica rappresenta un’occasione importante per presentare APS Logic © in un contesto scientifico e istituzionale qualificato.
Il mio obiettivo è contribuire a un dibattito che considero ormai necessario: superare la sola logica reattiva e rafforzare la capacità di leggere preventivamente le condizioni di vulnerabilità, instabilità e convergenza nei sistemi complessi.
Perché il futuro della sicurezza non dipenderà soltanto dalla capacità di rispondere meglio agli eventi.
Dipenderà sempre di più dalla capacità di comprendere prima lo stato del sistema.