I crimini predatori hanno da sempre rappresentato una sfida per le forze dell’ordine e per le istituzioni preposte alla sicurezza pubblica. Tuttavia, anni di ricerca nel campo della criminologia urbana e l’introduzione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, come il software XLAW da me sviluppato, hanno portato a scoperte innovative che offrono un nuovo modo di guardare al crimine. Il punto centrale di queste scoperte è che i crimini predatori non sono eventi casuali o isolati, ma rappresentano vere e proprie attività sociali regolari, strettamente legate alle dinamiche quotidiane del contesto in cui avvengono. In questo articolo, desidero presentare queste nuove scoperte e discutere come esse possano essere utilizzate per ridurre significativamente il fenomeno della criminalità predatoria attraverso un approccio di prevenzione basato sull'analisi dei dati non solo criminali ma anche delle dinamiche socio-urbane.
La "Teoria delle Riserve di Caccia"
Alla base della mia ricerca c’è la “teoria delle riserve di caccia”, elaborata nel mio libro Sicurezza 4P: Lo Studio alla Base del Software XLAW per Prevedere e Prevenire i Reati (https://www.mazzantilibri.it/negozio/SICUREZZA-4P-Lo-studio-alla-base-del-software-XLAW-per-prevedere-e-prevenire-i-crimini-Ebook-p144286037). Secondo la teoria, i crimini predatori sono ciclici e stanziali, e vengono commessi da autori deviati ma moderatamente organizzati, che tendono a operare in aree specifiche della città, selezionate per due elementi fondamentali: la presenza di "prede" o target appetibili, e la presenza di vie di fuga e rifugi che offrono protezione criminale. Questi due elementi, oggettivo e soggettivo, creano quella che ho definito una "zona di comfort" per il criminale, che sceglie questi luoghi come una sorta di “riserva di caccia” in cui massimizzare il profitto con il minimo rischio di essere scoperto o arrestato.
Le riserve di caccia sono, nella maggior parte dei casi, infungibili: è difficile per i criminali cercare nuove aree alternative quando quelle abituali vengono maggiormente controllate. Questo rende possibile, attraverso una strategia di deterrenza selettiva e sequenziale, ridurre in maniera significativa la criminalità predatoria. (https://www.xlaw.it - E' possibile consultare i risultati della sperimentazione della attività di deterrenza selettiva e sequenziale supportata dalla I.A.)
La prevenzione quindi non può basarsi solo su metodi repressivi o sulla semplice detenzione, ma deve mirare a influenzare direttamente i comportamenti degli autori di reato, scoraggiandoli dall'agire attraverso un controllo sistematico dei contesti urbani in cui operano.
I Crimini Predatori come Attività Sociali
Un ulteriore passo nelle mie ricerche ha portato a una scoperta fondamentale: i crimini predatori, nella loro essenza, sono attività sociali regolari. Questo significa che essi non avvengono in modo casuale, ma seguono fasi e operazioni regolari, in concomitanza con le dinamiche quotidiane delle persone e delle comunità all’interno delle aree urbane. Un criminale agisce con una logica simile a quella di un imprenditore o di un lavoratore che segue una routine quotidiana. Per esempio, proprio come un imprenditore che si sveglia al mattino, fa colazione al bar e poi si reca in ufficio, un ladro potrebbe seguire gli stessi percorsi e le stesse tempistiche, individuando il momento migliore per colpire la sua vittima.Questa sincronia tra le attività dei cittadini e quelle dei criminali sottolinea un aspetto cruciale per la prevenzione: la necessità di un'analisi approfondita delle dinamiche socio-urbane e dei dati che regolano la vita quotidiana di una città. Comprendendo meglio come le attività quotidiane delle persone influiscono sui comportamenti criminali, possiamo sviluppare sistemi di prevenzione più efficaci, che non solo anticipano i crimini, ma li prevengono attraverso l’interruzione dei processi che portano alla loro pianificazione e realizzazione.
L’importanza della Deterrenza Selettiva
Tradizionalmente, la risposta al crimine è stata spesso quella della repressione e della carcerazione. Tuttavia, come dimostrano i dati raccolti e l’esperienza sul campo, la detenzione non rappresenta una soluzione definitiva ai crimini predatori. Il sistema penale si basa su un’azione post-fatto, infliggendo pene in modo casuale e spesso costoso, con risultati limitati. Al contrario, la deterrenza, se applicata in modo sistematico e selettivo, può risultare una pena molto più efficace nel contrasto alla criminalità.
L’approccio che ho sviluppato con XLAW propone proprio questo: la prevenzione selettiva. Se è possibile influenzare i potenziali autori di reato attraverso un sistema di deterrenza mirata, non solo si riduce la necessità di infliggere pene detentive, ma si crea un nuovo equilibrio di bassa violazione, riducendo la quantità complessiva di crimini commessi. L’idea di fondo è che i criminali, se sufficientemente condizionabili, possono essere dissuasi dall’agire se percepiscono che le loro "riserve di caccia" sono costantemente sorvegliate e che il rischio di fallire è elevato. Questo rappresenta una trasformazione significativa nella gestione della sicurezza urbana, che mira a prevenire il crimine prima che accada, invece di intervenire solo dopo.
Le Implicazioni per la Sicurezza Urbana
I risultati di queste ricerche hanno implicazioni importanti per la gestione dell’insicurezza urbana. Attraverso l’utilizzo di sistemi avanzati come XLAW e l’analisi dei dati delle dinamiche urbane, è possibile prevenire i crimini predatori in modo più efficace, evitando di concentrarsi unicamente sulla repressione e sulla carcerazione. La prevenzione basata su dati e algoritmi di intelligenza artificiale consente una gestione più intelligente e mirata delle risorse delle forze dell'ordine, focalizzando gli sforzi dove è più probabile che i crimini avvengano e dissuadendo i criminali dal colpire nelle loro "riserve di caccia".
In conclusione, il futuro della prevenzione del crimine non può basarsi solo su misure punitive, ma deve concentrarsi sulla deterrenza selettiva e sulla comprensione delle dinamiche sociali e urbane che alimentano i crimini predatori. È necessario riconoscere che i crimini predatori sono parte di un ecosistema sociale e che, con le giuste strategie, possiamo influenzare profondamente le scelte dei potenziali criminali, riducendo così non solo la criminalità, ma anche il ricorso a pene detentive. Questa visione, sostenuta dai dati e dalla tecnologia, rappresenta una strada promettente per creare città più sicure e più giuste per tutti.
• Elia Lombardo. (2019). Sicurezza 4P: Lo studio alla base del software XLAW per prevedere e prevenire i reati. Mazzanti Editore. (https://www.mazzantilibri.it/negozio/SICUREZZA-4P-Lo-studio-alla-base-del-software-XLAW-per-prevedere-e-prevenire-i-crimini-Ebook-p144286037)
• XLAW: (https://www.xlaw.it)