2025-07-21 · Blog
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Nel dibattito pubblico e nelle scelte operative, si continua a confondere il problema della sicurezza con quello della quantità di risorse. Più mezzi. Più uomini. Più pattuglie. Più telecamere. Ma la sicurezza non si fa con il “di più”. Si fa con il “giusto, al momento giusto, nel posto giusto”.

1. Il vero limite non è la scarsità, è la dispersione. Le risorse impiegate nei servizi di sicurezza, sia pubblici che privati, sono sempre limitate. Tuttavia, la loro distribuzione irrazionale spesso produce spreco, inefficienza e soprattutto assenza nei punti critici.

Esempio concreto: In molti centri urbani si osserva che oltre il 70% degli interventi delle forze dell’ordine si concentra stabilmente in non più del 25% del territorio. Eppure, le pattuglie vengono distribuite in modo uniforme o “rotativo”, generando spesso presenza dove non serve e vuoti dove serve agire con continuità.

2. La sicurezza non è ubiquità. È precisione. Non si può essere ovunque. Ma si può essere dove serve, quando serve. Un presidio ben posizionato in un'area critica vale più di dieci passaggi casuali in aree marginali. La chiave è la priorità, non l’estensione.

Logica operativa:

- Frequenza = deterrenza, se non c’è contesto

- Quantità = efficacia, se non c’è logica di impiego

- Copertura totale = dispersione certa, se non c’è selezione

3. Dove si misura l’efficienza operativa. Un’attività di sicurezza è efficace quando:

- Interviene meno, perché il rischio è già ridotto

- Si concentra su zone, orari e dinamiche ad alta incidenza

- Non rincorre gli eventi, ma li previene sul nascere

Modello di riferimento: In ambito retail e GDO, ad esempio, è stato osservato che l’impiego mirato di risorse su 3 fasce orarie a rischio e 2 punti vendita strategici riduce gli ammanchi anche senza incremento del numero di addetti. Il dato cambia solo perché cambia il criterio di impiego.

4. L’approccio delle priorità applicato al territorio. Ogni città ha i suoi punti di attrazione del rischio:

- Zone commerciali ad alta frequentazione

- Stazioni, nodi di transito, mercati

- Aree di spaccio consolidate

- Luoghi a rischio aggregativo serale

La mappatura degli eventi e delle criticità ricorrenti consente di identificare le zone ad alta priorità, dove concentrare risorse in modo costante, visibile e ripetuto nel tempo.

Risultato previsto:

- Aumento della percezione di controllo

- Calo della recidiva locale

- Riallocazione interna delle risorse senza incremento dei costi

5. Conclusione: meno dispersione, più metodo.

Continuare a inseguire l’idea che “più risorse” equivalga a “più sicurezza” porta al fallimento operativo. L’unica strada percorribile è quella della priorità selettiva, fondata su:

- Dati oggettivi

- Logiche territoriali

- Analisi predittiva

La sicurezza efficace non si costruisce aggiungendo. Si costruisce scegliendo.