2024-11-14 · Blog
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Per oltre trent'anni ho studiato la criminalità quella definita “predatoria” che più preoccupa i cittadini e impegna le istituzioni, poiché impatta direttamente sulla percezione di sicurezza e sul benessere di chi abita le nostre bellissime città.

Ho vissuto gran parte del tempo tra i numeri: statistiche e dati, fonti apparentemente impersonali ma, in realtà, tra le più oneste e illuminanti. I numeri sono diretti, logici, coerenti, non mentono, non nascondono enigmi né allegorie. Come ha affermato il sociologo Howard Becker, "le statistiche, se ben usate, possono illuminare il nostro percorso più di mille ipotesi". Ed è così: i numeri possono davvero fare luce su questioni complesse e svelare dinamiche nascoste.

Tuttavia, in mani sbagliate, possono anche diventare strumenti di confusione e mistificazione. Non è un caso che George Orwell abbia scritto: "La statistica è il linguaggio ufficiale della politica moderna", facendo riferimento alla tentazione di piegare i numeri per adattarli a narrative convenienti. Questo accade, purtroppo, con frequenza: molti scelgono di alterare o “normalizzare” i numeri, ritoccandoli affinché dicano ciò che fa comodo e nascondano ciò che è realmente. È raro trovare chi sia disposto ad analizzarli con onestà, lasciandoli parlare senza forzature.

È per questo che credo serva uno sguardo sincero e lucido sui numeri. Adottare soluzioni intelligenti e avanzate per l’analisi dei dati, come gli strumenti di intelligenza artificiale, potrebbe rappresentare una svolta fondamentale. Ricorrendo a tecnologie moderne che riducono le interferenze umane e i pregiudizi, possiamo prendere decisioni informate e giuste.

Eppure, temo che la lentezza nell’adottare questi strumenti sia dovuta, almeno in parte, alla paura di abbandonare il controllo sulla narrazione. Il professor Gary King dell'Università di Harvard ha spesso evidenziato come le persone siano riluttanti ad affidarsi ai sistemi intelligenti per analizzare la realtà, proprio perché questi strumenti "non hanno preferenze politiche e non piegano i dati alle aspettative". In altre parole, utilizzare strumenti imparziali potrebbe rivelare la realtà per quella che è, abbattendo la possibilità di manipolarla.

È una sfida complessa, ma necessaria: in sicurezza urbana ad esempio, solo con trasparenza e onestà nei numeri possiamo costruire una sicurezza urbana solida e sostenibile, che non si basi sulla paura o sulla manipolazione, ma su scelte fondate e informate. La vera sicurezza è quella che parte dalla verità, ed è un valore che tutti, come cittadini e professionisti, dovremmo tutelare con cura.