Prevenzione e previsione del crimine
Il 13 settembre 2019 ho partecipato a un’intervista del programma Scienza e Natura, dedicata al rapporto tra prevenzione, previsione del crimine e organizzazione della sicurezza.
Il confronto, condotto da Antonella De Novellis, ha coinvolto il dott. Gustavo Meola, già Commissario della Polizia di Stato, e il sottoscritto in qualità di esperto di sicurezza urbana e ideatore di XLAW®.
Prevenzione e previsione non sono sinonimi
Prevenire un reato significa adottare misure capaci di ridurre la probabilità che esso si verifichi o di limitarne le conseguenze.
Prevedere significa invece cercare di riconoscere anticipatamente dove, quando e secondo quali modalità un determinato fenomeno potrebbe ripresentarsi.
Le due attività sono collegate, ma non coincidono. Una previsione produce valore soltanto quando può essere trasformata in una decisione preventiva concreta, proporzionata e operativamente sostenibile.
La previsione non sostituisce la prevenzione: serve a orientarla prima che il danno si produca.
La conoscenza del fenomeno criminale
L’analisi predittiva non può fondarsi esclusivamente sulla quantità dei dati disponibili.
È necessario comprendere il fenomeno osservato: le modalità operative degli autori, la selezione degli obiettivi, il rapporto con il territorio e le ricorrenze temporali attraverso le quali determinati reati tendono a ripresentarsi.
Nel campo della criminalità predatoria, il comportamento non è sempre casuale. Gli autori possono mostrare preferenze, abitudini e criteri di selezione relativamente stabili.
L’osservazione di tali regolarità consente di trasformare una successione apparentemente disordinata di eventi in un fenomeno maggiormente leggibile.
XLAW® e la previsione operativa
XLAW® è stato costruito per tradurre questa conoscenza in uno strumento di supporto alla pianificazione del controllo del territorio.
Il sistema non individua persone che potrebbero commettere un reato e non assegna preventivamente responsabilità individuali.
Analizza invece la possibile ricorrenza di fenomeni criminali circoscritti, osservandone la relazione con lo spazio, il tempo e le modalità di azione.
La previsione diventa così un ausilio per orientare le risorse operative verso condizioni di rischio più elevate, lasciando agli operatori la valutazione e la responsabilità dell’intervento.
Dal dato alla decisione
Un dato non produce automaticamente una decisione corretta.
Tra la raccolta delle informazioni e l’azione operativa esiste un processo composto da interpretazione, verifica, valutazione del contesto e scelta delle misure concretamente applicabili.
Il modello predittivo deve inserirsi in questo processo senza sostituirlo. Deve rendere più leggibili le condizioni osservate, non eliminare il giudizio professionale.
La tecnologia è utile quando amplia la capacità umana di osservare il fenomeno, riconoscere le ricorrenze e intervenire con maggiore tempestività e selettività.
Una sicurezza meno reattiva
La sicurezza pubblica è stata storicamente organizzata soprattutto intorno alla risposta all’evento già avvenuto.
Denuncia, intervento, indagine e repressione restano funzioni essenziali, ma si attivano prevalentemente dopo la produzione del danno.
La previsione introduce una prospettiva differente: utilizzare la conoscenza accumulata per anticipare le condizioni nelle quali il fenomeno potrebbe ripresentarsi.
Non significa eliminare l’incertezza. Significa ridurla abbastanza da rendere possibile una prevenzione meglio orientata.
Il ruolo dell’esperienza operativa
L’intervista ha messo in relazione la riflessione metodologica con l’esperienza concreta delle forze di polizia.
Un sistema predittivo non può essere valutato soltanto in laboratorio. Deve confrontarsi con la disponibilità reale delle risorse, con i tempi dell’intervento, con la complessità del territorio e con le esigenze quotidiane degli operatori.
L’efficacia dipende quindi dalla capacità di integrare conoscenza criminologica, tecnologia, esperienza professionale e organizzazione.
Una tappa precedente alla generalizzazione del metodo
L’intervista del 2019 appartiene alla fase nella quale la ricerca era ancora fortemente concentrata sulla sicurezza urbana e sulla prevenzione dei reati predatori.
Erano però già presenti alcuni principi destinati a diventare centrali: osservare le ricorrenze, distinguere il fenomeno dal singolo evento e utilizzare la previsione come supporto a una capacità preventiva.
Negli anni successivi, questa impostazione avrebbe aperto una domanda più ampia: è possibile riconoscere non soltanto la probabilità di un evento, ma anche le condizioni attraverso le quali un sistema si avvicina progressivamente a una fase critica?
La registrazione dell’intervista
Il video è stato pubblicato su YouTube il 14 ottobre 2019 sul canale di Gabriele Nappi.
Guarda l’intervista su YouTube
Dati dell’intervista
- Data indicata nel titolo: 13 settembre 2019
- Pubblicazione su YouTube: 14 ottobre 2019
- Programma: Scienza e Natura
- Titolo: Prevenzione e previsione del crimine
- Intervistatrice: Antonella De Novellis
- Ospiti: Gustavo Meola ed Elia Lombardo
- Canale: Gabriele Nappi
- Tema: previsione, prevenzione e sicurezza urbana
Conclusione
Il confronto del 2019 documenta una fase importante della ricerca sulla previsione applicata alla sicurezza urbana.
Il punto non era affidare la sicurezza a un algoritmo, ma utilizzare la conoscenza del fenomeno e le capacità tecnologiche per rendere la prevenzione meno generica e meno dipendente dalla sola reazione all’emergenza.
Prevedere significa osservare prima. Prevenire significa trasformare quella conoscenza in una decisione responsabile.