Elia Lombardo - Studi e Ricerche per la Sicurezza Urbana

Elia Lombardo

Studi e Ricerche per la Sicurezza Urbana

giovedì 30 aprile 2020
post nella sezione 2 - Pubblicazioni

Il modello predittivo XLAW per contenere la pandemia di oggi e prevenire quelle di domani: Società Italiana di Intelligence (SOCINT)

SCHEDA
Utilizzando l’algoritmo XLAW, già sperimentato in 11 comuni italiani per prevenire i crimini di carattere predatorio, si possono individuare le zone dove effettuare la prevenzione sulla diffusione della pandemia del coronavirus. Per verificare la validità della proposta, è stata effettuata una simulazione nel nucleo centrale della città di Napoli individuando le tredici zone a più alta probabilità di contatti tra individui. In questo modo si potrebbe disporre di un modello predittivo che permetta di limitare chirurgicamente sul territorio il contatto tra i cittadini per una più efficace gestione dell’emergenza in attesa che venga individuato il vaccino. Infatti, nelle zone individuate dall’algoritmo come quelle a maggiore rischio di contagio presente e futuro si potrà intervenire con azioni mirate. Tra queste: la chiusura totale o parziale di questi luoghi, l’incremento degli sforzi sanitari come l’uso di tamponi specificamente per la popolazione delle zone interessate, il perfezionamento dei controlli di polizia. Inoltre, considerando la “Fase 2” e la probabile “Fase 3” del dopo Coronavirus, questo approccio potrebbepermettere di valutare con sufficiente attendibilità il rischio del contagio in funzione di una graduale e consapevole riapertura delle città, quartiere per quartiere e strada per strada. In definitiva, l’idea che si propone nella ricerca è un’originale integrazione tra ambiti differenti e che attualmente operano in modo scollegato. Partendo dall’esperienza concreta del progetto XLAW, potrebbe risultare utile una collaborazione tra istituzioni pubbliche(dai Comuni all’Istituito Superiore della Sanità), mondo assicurativo (che dispone di competenze specifiche ma affatto non utilizzate nelle politiche pubbliche) e aziende tecnologiche (sempre più strategiche per i dati crescenti di cui dispongono e per le soluzioni digitali che creano). La condizione indispensabile è che questa possibile cabina di regia debba essere guidata dal settore pubblico, che è il responsabile dell’interesse generale per evitare che le esigenze del settore privato possano prevalere. A cominciare da quelle delle multinazionali tecnologiche.
Contro le pandemie l'obiettivo attuale e futuro deve essere la Prevenzione e ricerca e sviluppo devono eticamente fare il massimo sforzo per trovare soluzioni che garantiscano sicurezza e libertà ai cittadini.

Abbiamo poche certezze ma quelle che abbiamo le dobbiamo sfruttare al massimo e tenuto conto che sinora vi è stato un unico esperimento riuscito che ha permesso di riportare a livelli accettabili l'indice di diffusione della epidemia, quella del distanziamento è l'unica soluzione sulla quale abbiamo l'obbligo di investire sin quando non verrà trovato un vaccino o delle vie di cura adeguate.
Bisogna perseguire questo offrendo ai cittadini un servizio e qualunque soluzione proposta dovrà essere compatibile con la ripresa della vita sociale ed economica del paese e con il diritto alla libertà individuale pertanto, l'unico strumento a disposizione, è sicuramente il controllo ma quello del territorio che deve essere capillare ed efficiente per contenere al massimo i rischi che su di esso possono correre.
Abbiamo ormai maturato la consapevolezza che con COVID-19 dovremo convivere a lungo ma la vera sfida non potrà essere quella di censire e contare i danni che esso produce ma prevenirli e contenerli tenendo quanto più basso possibile il fattore R/0 nel tempo e nello spazio, in modo da riuscire a gestire adeguatamente i contagi a livello sanitario evitando che il servizio nazionale imploda.
La ricerca del laboratorio di intelligence dell'Università della Calabria si basa su due pilastri la Prevenzione che deve essere l'obiettivo principale e la conoscenza che il virus viaggia sul territorio lungo una rete complessa che comprende HUB ad altissimo indice di connessione e diffusione.
Attraverso un metodo di analisi appropriato, è possibile modellare questo meccanismo per prevenire l' epidemia limitando solo quei luoghi dove risulti scientificamente alto il rischio di contaminazione e diffusione.
Abbiamo due esempi che dovrebbero aver fatto scuola: Bergamo la partita di calcio Atalanta - Valencia e Codogno l'ospedale Civico. In entrambi i casi questi HUB sono stati determinanti per la diffusione e l'accelerazione della epidemia lungo una rete fisica e sociale ormai nota, chiara e definita.
Allo stesso modo la diffusione sul territorio nazionale ha viaggiato lungo una rete fisica passante per HUB ad alto indice di connettività sociale.
Limitare chirurgicamente il territorio in prossimità di HUB che sulla base di evidenze scientifiche risultino ad alto indice di connessione, potrebbe essere sufficiente a prevenire e contenere la diffusione della epidemia.
E' un approccio originale certo ma che ha permesso secondo la stessa logica di ridurre il crimine nelle città e tenuto conto che vi sono in gioco note teorie che reggono il modello predittivo, si è cercato con questo lavoro di dimostrare che il metodo potrebbe funzionare, una soluzione di prevenzione efficace che adottata secondo adeguati protocolli, potrebbe aiutare la ripresa limitando il meno possibile sia la vita sociale ed economica del Paese che la libertà dei cittadini.

Mario Caligiuri
Elia Lombardo
Donato Piccoli
Keywords: covid-19, intelligence, analisi predittiva, XLAW

ISBN-13 (15)
979-12-80111-01-2
DOI (06)
https://doi.org/10.36182/2020.03

2020 Società Italiana di Intelligence

Scarica la ricerca:

https://press.socint.org/index...

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