Elia Lombardo - ricerca e sviluppo per la sicurezza urbana

Elia Lombardo

ricerca e sviluppo per la sicurezza urbana

sabato 21 novembre 2020
post nella sezione 5 - Miscellanea

Sicurezza: dall'emergenza alla prevenzione una nuova stagione per cambiare il paradigma

Ricorre sempre più frequentemente che venga affrontato il tema dell'insicurezza con chi quotidianamente è impegnato per garantire la sicurezza, soprattutto laddove il patrimonio morale o materiale è un asset imprescindibile alla base del benessere pubblico o privato.
Tuttavia, è altrettanto ricorrente percepire che l'abitudine sia sempre quella di affrontare l'emergenza di volta in volta tralasciando ogni sforzo che possa permettere di migliorare la prevenzione la cui interpretazione nel pratico, è troppo spesso distante dal reale e nobile significato letterario.

Sarebbe inopportuno riportare testualmente le parole di chi ricopre ruoli di responsabilità, l'obiettivo non è infatti quello di imbarbarire preziosi momenti di confronto ma per una chiara disamina è opportuno invece sintetizzare la filosofia dell'azione di chi è deputato a prendere decisioni operative o gestionali per affrontare i problemi di sicurezza pubblica e privata.

L'abitudine costante è quella di valutare il rischio considerando il danno perché si crede che l'azione volta a risolvere un evento accaduto, sia una valida risposta di efficienza.
Purtroppo non è così perché in questo modo gli eventi si ripetono, il danno patito anche quando risolto implica costi elevatissimi e nonostante si sia data una risposta, vi sono ulteriori implicazioni e la percezione di sicurezza peggiora sempre più.

Più volte è stato ribadito che questo modo di lavorare non è giustificato dall'incapacità di chi governa la sicurezza ma dalla mancata consapevolezza che si possa fare qualcosa di diverso e che esistono strumenti e strategie che possono aiutare a cambiare il metodo.

Oggi più che mai sentiamo parlare di prevenzione. È importante però capire che prevenire non significa fare indagini su indagini, ma intraprendere un percorso ideale per eliminare o ridurre il più possibile fattori che possano contribuire all'insorgere di fenomeni illeciti.
Va detto che in alcuni campi della sicurezza è esattamente quello che viene fatto ma quando l'obiettivo è la salvaguardia del patrimonio o della persona di fronte a minacce criminali, non è così.
Prendiamo ad esempio la sicurezza sul lavoro, esistono oggi precise linee guida comunitarie per la valutazione dei fattori di rischio la cui adozione permette di applicare facilmente misure di controllo che nel tempo hanno fatto si che il fenomeno degli infortuni professionali diminuisse.

Si deduce quindi che il motivo per cui esista un metodo differente per governare la sicurezza a seconda dei casi, risieda nella esistenza di norme che obbligano il decisore ad adottare il metodo corretto. E' una teoria ma confermata dal paradosso che spesso questo accade proprio negli stessi contesti dove per affrontare il tema della sicurezza sul lavoro si adotta il metodo corretto, mentre per salvaguardare il patrimonio o le persone no.

Sarebbe opportuno pensare ad una nuova stagione dove l'insicurezza possa essere affrontata secondo un unico metodo, quello oggettivamente più efficace.
Un piccolo passo che determinerebbe però una rivoluzione copernicana nell'affrontare le minacce criminali ed assicurare il benessere pubblico e privato.

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