Elia Lombardo - Studi e Ricerche per la Sicurezza Urbana

Elia Lombardo

Studi e Ricerche per la Sicurezza Urbana

mercoledì 13 gennaio 2021
post nella sezione 1 - Studi e Ricerche

La Sicurezza Urbana secondo norma

Per sicurezza urbana (art. 4 della L. 48/2017) si intende il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione, anche urbanistica, sociale e culturale, e recupero delle aree o dei siti degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio, la promozione della cultura del rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile, cui concorrono prioritariamente, anche con interventi integrati, lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni.

I Patti per l’attuazione della sicurezza urbana sono accordi che vengono sottoscritti tra Sindaco e Prefetto nel rispetto delle Linee guida ed in coerenza con le Linee generali sulla sicurezza integrata che – si ricorda – sono state adottate con accordo in Conferenza Unificata .

Sono 5 le direttrici d’azione, la cui declinazione pratica è rimessa ai Patti per la sicurezza urbana:
1. prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, in particolare a vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado;
2. promozione e tutela della legalità e dissuasione di ogni condotta illecita, nonché prevenzione dei fenomeni che comportano turbative del libero utilizzo degli spazi pubblici;
3. promozione del rispetto del decoro urbano;
4. promozione e inclusione della protezione e della solidarietà sociale;
5. individuazione di specifici obiettivi per l’incremento dei servizi di controllo del territorio per la sua valorizzazione.

Nella seduta di Conferenza Stato città ed autonomie locali del 26 luglio 2018 è stato adottato l’accordo sulle Linee Guida per l’attuazione della sicurezza urbana.

Le principali novità per i Comuni
- Monitoraggio sull’attuazione delle Linee Guida - punto 1 dell’Accordo. Tale monitoraggio è realizzato a livello nazionale in sede di Conferenza stato città ed autonomie locali attraverso specifiche sessioni dedicate .
- Partecipazione dei cittadini per la promozione della sicurezza urbana – punto dell’Accordo. Tale partecipazione avviene anche sulla base di esperienze innovative e positive già attive nei territori, che si richiamano quale buona prassi replicabile. Il riferimento è in particolare alla figura degli assistenti civici, ovvero di volontari che collaborano con la Polizia Locale per realizzare una presenza attiva sul territorio, aggiuntiva e non sostitutiva rispetto a quella ordinariamente garantita dalla Polizia Locale.
- Videosorveglianza - punto 2 dell’Accordo. Il riferimento è all’importanza non solo di nuove telecamere, quanto del finanziamento di piattaforme di “videosorveglianza 2.0” che prevedono anche la partecipazione di soggetti privati, nonché volte a favorire la partecipazione dei soggetti stessi alla gestione e manutenzione degli impianti. (Si ricorda che la L. 48/2017 ha previsto l’attivazione di un Fondo speciale pari complessivamente a 37 milioni di euro per il triennio 2017-2019 e che le richieste di ammissione al finanziamento sono state presentate dai Comuni alla Prefettura territorialmente competente entro lo scorso 30 giugno secondo le
modalità indicate con decreto dello scorso 31 gennaio. Le Prefetture
provvederanno ora a trasmettere le richieste al Ministero dell’Interno entro il prossimo 31 agosto.).
- Criterio oggettivo utile per la definizione delle aree da sottoporre a
particolare tutela - punto 4 dell’Accordo. In tali aree possono trovare applicazione il nuovo provvedimento dell’allontanamento – di competenza del Sindaco – e del c.d. daspo urbano – disposto dal Questore. In particolare, la distanza individuata è di 300 metri dai siti previsti dalla L. 48/2017: scuole, plessi scolastici e sedi universitarie, musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura o comunque interessati da consistenti flussi turistici (tra i quali possono ad esempio essere annoverati i litorali), ovvero aree adibite a verde pubblico.
- Partenariato pubblico – privato- punto 5 dell’Accordo. I Patti per la sicurezza urbana e gli accordi sulla sicurezza integrata possono individuare specifici obiettivi per l’incremento e la valorizzazione dei servizi di controllo del territorio.
Tali iniziative possono essere sostenute con misure di carattere strumentale, logistico e finanziario attraverso il ricorso agli accordi territoriali di cui all’art. 6 bis D.L. 93/2013 (distinti dai patti per la sicurezza urbana). L’elemento caratterizzante di questi accordi è dato dalla possibilità che il sostegno possa essere assicurato attraverso le contribuzioni, oltre che del Ministero dell’Interno, delle Regioni e degli Enti Locali, anche di altri enti pubblici, economici e non, e di soggetti privati. Tali accordi sono sottoscritti per la parte statale dal Ministro dell’interno e per sua delega dai Prefetti e per i Comuni dai Sindaci. Il Gabinetto
del Ministro dell’Interno provvede ad informare ANCI delle iniziative avviate ai fini della realizzazione di tali intese.
- Patti per interventi di dimensione metropolitana - punto 7 dell’Accordo. I Patti che potranno individuare modalità aggiuntive per lo scambio informativo tra Forze di polizia e Polizia locale. Inoltre potranno prevedere un riferimento dell’aggiornamento integrato tra Forze di polizia e Polizia locale e distinto tra quello diretto al personale addetto al servizio di Polizia locale e quello per i Dirigenti di servizio. Viene riconosciuta l’importanza del Corso di formazione per Dirigenti di Polizia Locale gestito e promosso da ANCI, utile a fornire ai Sindaci un elenco di figure professionali adeguate a svolgere tale funzione.

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