Chi sono

Tutto ha inizio molto presto, all'età di cinque anni per una patologia rara infantile mi viene applicato un orribile tutore all'arto destro che limiterà la spensieratezza di gran parte dei giorni della mia infanzia. Pur se molto piccolo, partecipo ai consulti ascoltando con attenzione i medici che su di me sperimentano approcci innovativi al problema sino ad arrivare alla definitiva risoluzione. Questa esperienza fa nascere in me la passione per la ricerca che riuscirò a coltivare negli anni in cui trascorrerò la mia adolescenza, nell'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani e la maggiore età, dopo la leva obbligatoria, nel corpo della Polizia di Stato.

Ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno sempre incoraggiato la mia passione e nel corso della mia vita privata e professionale, ho potuto tentare sempre di mettere in pratica il motto del fondatore del movimento Scout, Sir Robert Stephenson Smyth Baden-Powell: "Prova a lasciare questo mondo un po' meglio di come l'hai trovato e quando arriva il tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel sentire che in ogni caso tu non hai perso il tuo tempo ma hai fatto del tuo meglio".

Impegnato professionalmente da oltre trenta anni in attività di sicurezza urbana, da libero cittadino invece, ho voluto approfondire le mie conoscenze sui problemi che affliggono l'uomo e la società intraprendo un corso di studi umanistici, in cui ho potuto unire l'esperienza alla scienza. Resomi conto molto presto dei grossi limiti della criminologia moderna, per ciò che riguarda soprattutto i fenomeni di devianza urbana, do vita a un lavoro di ricerca personale che dura circa venti anni grazie al quale, faccio delle scoperte che sorpassano i limiti di quelle poche teorie che si rivolgono alla criminalità in generale. Elaboro un metodo di analisi esclusivo dell'illegalità diffusa nei centri urbani che si basa sull'uso di nuove tecnologie e sull'impiego dell' Intelligenza Artificiale. Anche se non specializzato in informatica infatti ma animato sempre dalla voglia di fare ricerca e nuove conoscenze, da autodidatta apprendo i linguaggi di programmazione e nel 2002 pubblico un software per svolgere un imponente lavoro di aggregazione dei dati relativi al fenomeno dell'illegalità diffusa degli ultimi trent'anni nella città di Napoli. I risultati del lavoro mi permettono di capire che il fenomeno presenta alcune caratteristiche peculiari, grazie alle quali, è possibile arrivare a definire un'appropriata logica di analisi per decodificare il disegno criminoso all'origine dei singoli delitti e prevederne la riconfigurazione nel tempo e nello spazio. Una rinnovata condizione quindi, per arrivare a prevenirli più efficacemente rispetto al metodo tradizionale che si basa invece sul solo pronto intervento e sull'emergenza, spesso molto grave, che essi generano.

Nel 2003 elaboro un algoritmo, ovvero un procedimento di analisi innovativo grazie al quale si riescono a fare dei primi esperimenti di previsione dell'illegalità diffusa e nel 2004 parte la sperimentazione di una soluzione che nel 2014 diventerà XLAW, un trovato tecnologico e metodologico ideato e implementato per sperimentare, per la prima volta in Italia, l'applicazione della Polizia Predittiva per la Sicurezza Urbana. L'obiettivo è quello di tentare un approccio diverso ai problemi d'insicurezza della collettività, in modo da rivoluzionare il metodo tradizionale di Prevenzione dell'illegalità diffusa che presenta grossi limiti in termini di risultati e di ottimizzazione delle risorse, ormai sempre più scarse. Con l'impiego dell'Intelligenza Artificiale, scippi, rapine, furti, borseggi, truffe e altri illeciti che normalmente avvengono nelle nostre bellissime città, possono essere previsti grazie all'Intelligenza Artificiale. XLAW nel suo insieme consiste in un protocollo tecnico e metodologico configurato per generare e impiegare strategicamente allarmi Predittivi georeferenziati di possibili crimini, elaborati secondo un esclusivo metodo di analisi gestito dall'Intelligenza Artificiale che si basa su di un innovativo ed evoluto modello Machine Learning. La rivoluzione consiste nel fatto che rispetto a tutte le soluzioni tradizionali di controllo (videosorveglianza ecc.) o allarme (antintrusione, barriere elettroniche ecc.) le quali hanno il limite di poter essere considerate solo una volta che gli illeciti sono accaduti, il trovato permette di Prevenirli applicando il controllo dove è scientificamente previsto che accadano e non dove si pensi possano accadere o peggio, dove già accaduti. Nel 2018 XLAW vince il premio SMAU Innovazione Digitale e nello stesso anno riceve, dopo cinque anni di valutazione indipendente, la validazione da parte delle Università Federico II e Parthenope di Napoli e della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. Il trovato viene sperimentato in moltissimi altri contesti e i positivi risultati ottenuti nel corso di tutte le sperimentazioni, attirano l'interesse di addetti ai lavori, del mondo accademico, giuridico, della stampa internazionale e anche dell'opinione pubblica.

Anche se sono riuscito a raggiungere ambiziosi traguardi, non ho mai pensato di fermare la mia attività di ricerca volta ad ampliare ancora di più le mie conoscenze, con la speranza che il mio lavoro possa contribuire ancor di più ad accrescere la cultura della Prevenzione in tutti quei casi in cui l'obiettivo è il benessere dell'uomo e della società.